Actions

Work Header

Rating:
Archive Warnings:
Category:
Fandoms:
Relationships:
Characters:
Additional Tags:
Language:
Italiano
Stats:
Published:
2025-09-05
Updated:
2026-06-03
Words:
91,744
Chapters:
70/?
Comments:
98
Kudos:
70
Bookmarks:
17
Hits:
2,464

Riavvolgere il tempo

Chapter 11: 11 - Pensieri

Chapter Text

Non riesce a dormire. È già notte fonda e dovranno alzarsi presto, la mattina successiva, anche perché attardarsi troppo a lungo in uno stesso punto sarebbe pericoloso e li esporrebbe a probabili attacchi da parte dei mostri. Quindi dovrebbe davvero dormire, se non altro per essere riposato e in forma il giorno seguente. Ma sono troppe le idee e le domande senza risposta che gli frullano per la testa, troppa la confusione nei suoi pensieri, per riuscire davvero a rilassarsi e prendere sonno. Si rigira con cautela nel suo sacco a pelo e sospira in silenzio, di tanto in tanto apre gli occhi, fissando la tenda che li ripara dall’aria gelida della notte, poi li richiude provando a trovare un po’ di riposo, senza fortuna.

 

«Stai pensando troppo, e tieni svegli entrambi» lo coglie di sorpresa la voce pacata di Seong Jin Wu, facendolo sobbalzare.

 

Stringe i denti e strizza gli occhi. «Scusa» soffia. «Cercherò di essere più silenzioso» promette, dubitando di poterlo davvero fare. Quel tizio ha un udito assurdamente sviluppato. Come si fa a essere silenziosi, se accanto si ha questo ragazzo insensato? «Mh!» annaspa, mentre i suoi pensieri vanno alla deriva in posti molto più scomodi di quel sacco a pelo. Merda.

 

Un sospiro, poco discosto, lo fa irrigidire. «Kim Cheol, posso sapere che diavolo stai facendo?» sibila il cacciatore Seong steso lì accanto, con tutta probabilità frustrato perché il suo scomodo compagno di tenda non sta facendo granché per essere davvero silenzioso.

 

«Io» affanna, in un balbettio costernato, mentre avverte un imbarazzante calore salirgli lungo il collo fino al viso.

 

Seong Jin Wu replica con uno sbuffo esasperato. Qualcosa, d’un tratto e senza preavviso, strattona il suo sacco a pelo e Kim Cheol riesce a malapena a distinguere, nel buio, una mano dell’altro cacciatore, prima di ritrovarsi con la nuca imprigionata dalle sue dita sottili e aggressive e con la bocca divorata da un paio di labbra piuttosto esigenti. Ha giusto la possibilità di mugolare una vaga quanto falsa protesta, prima di sospirare, lasciar scivolare via ogni pensiero superfluo e godersi la più che gradita presa di posizione del cacciatore Seong.

 

Il resto della notte lo trascorre dormendo come un sasso, con un lieve sorriso che gli aleggia sulle labbra gonfie.

 

‿︵ʚ◈ɞ︵‿

 

Il sole sta digradando nella sua parabola discendente, mentre il pomeriggio declina in sera. Le sue ginocchia tremano come gelatina e si deve aggrappare all’impugnatura della sua ascia piantata per terra, per non finirci a sua volta. Ha la forte impressione di aver esaurito ogni goccia di mana a sua disposizione; però hanno fatto un ottimo lavoro, quel giorno: il capo branco era decisamente un osso duro, che ha spazzato via i bei soldatini d’ombra del cacciatore Seong e ha costretto loro due ad abbatterlo con le loro mani. Peccato che Kim Cheol non abbia tutte le riserve di energia che, invece, sembrano sorreggere il suo compagno di raid. Fissa, imbronciato, Seong Jin Wu che passeggia per la radura insanguinata ed estrae ombre a raffica. Quanto pagherebbe per poter disporre di tutta quella cazzo di magia. Quel tipo non è umano! Alla fine, le sue ginocchia cedono ed è costretto a sedersi sulla neve. È fredda e dura, ma sempre meglio che tentare di reggersi in piedi.

 

L’ombra del capobranco fa quasi più impressione della bestia originale. La differenza è che, contrariamente alla sua versione viva, è decisamente più docile e obbediente. La vede posare la punta del muso a terra, come in un goffo inchino. Che animale stupido: inchinarsi di fronte a un semplice umano, seppur potente, è degradante. Dovrebbe tenere la testa alta e ruggire come fanno tutti gli orsi che si rispettino, invece di diventare il cagnolino di Seong Jin Wu.

 

Si imbroncia, mentre riflette su quel pensiero estraneo. Forse al cacciatore Seong piace avere un cagnolino ubbidiente? Arrossisce e scuote la testa, sbalordito e imbarazzato dai suoi stessi pensieri.

 

Solleva lo sguardo. Lui è lì, in mezzo alla radura e ai cadaveri degli orsi, come una sorta di entità superiore, una specie di semidio che ha appena combattuto e vinto una guerra per la supremazia dei suoi simili. Kim Cheol sogghigna, iniziando a credere di star perdendo la testa e la ragione. Quel posto lo farà impazzire molto presto, se non ci penserà prima Seong Jin Wu. Ha gli occhi chiusi, il cacciatore Seong; è immobile nell’aria serale. Sembra… intento ad ascoltare qualcosa.

 

«Cosa senti?» prova incuriosito.

 

«Niente. Non qui vicino. Molto oltre questa foresta, il gruppo degli elfi dei ghiacci» risponde, senza aprire gli occhi. «Temo sia ora di procedere. Non ci sono più orsi.»

 

«Oh» soffia Kim Cheol, sgranando gli occhi.

 

Non è per la notizia che hanno finalmente sterminato tutti gli orsi, no, è perché non è mai riuscito a ritrovare nessuna delle emanazioni degli elfi dei ghiacci, con le sue forze. Eppure, in qualche modo, sa che invece Seong Jin Wu percepisce la loro presenza, che lo ha fatto anche nei giorni scorsi, come se stesse tenendo monitorati i loro spostamenti per assicurarsi che loro due non fossero in pericolo immediato. Se si fosse trovato da solo, probabilmente sarebbe finito diritto nelle loro grinfie già da tempo. Non sembra che possa essergli di grande aiuto, in fin dei conti. Si chiede, nei momenti di maggior sconforto, perché abbia deciso di tenerselo intorno. Probabilmente avrebbe potuto liberarsi dei branchi di orsi anche da solo, forse perfino più velocemente, considerando che non avrebbe dovuto fermarsi così spesso per dar modo a Kim Cheol di riposarsi. Chissà se lo considera un peso? Fa abbastanza male, quel tipo di pensiero, ma non riesce a levarselo dalla testa, non quando ha sotto gli occhi un genere di potenza che va ben oltre le sue risorse e la sua stessa immaginazione. Quanto oltre potrebbe spingersi? Quanto in alto potrebbe arrivare? Il suo potere potrebbe superare quello di un grado S, di quel passo?

 

«Prepariamo la cena?» lo distrae dai suoi crucci il soggetto principale dei suoi recenti pensieri.

 

«Mh» grugnisce, poco convinto.

 

«Che entusiasmo» commenta sarcastico.

 

«Sono depresso. Lasciami in pace» borbotta, fissando il sole che si inabissa oltre la distesa di conifere.

 

I suoi passi leggeri sulla neve producono a malapena un debole scricchiolio. Una delle sue milioni di domande: se pesa quasi quanto lui, tolta la sua armatura, come fa a spostarsi in modo da sembrare una piuma? Il mistero di Seong Jin Wu si infittisce inesorabilmente!

 

Il suddetto cacciatore Seong gli afferra la nuca. Purtroppo non per baciarlo. Invece gli fa ingurgitare una delle sue pozioni; con la forza, evidentemente. Poi lo fissa, con più intensità di quanta Kim Cheol riesca a sostenere. Batte le palpebre, mentre la sensazione di spossatezza svanisce lentamente e i suoi muscoli smettono di dolere e tornano scattanti.

 

Seong Jin Wu sogghigna. «Adesso muovi il culo. O hai intenzione di startene lì a guardare mentre faccio tutto io?»

 

Kim Cheol geme sommessamente, ma si risolve a rimettersi in piedi per preparare il loro bivacco per la notte. Chissà se nei prossimi giorni potranno permettersi quella comodità? Meglio approfittarne, finché sarà possibile.