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Italiano
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Published:
2025-09-05
Updated:
2026-06-03
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91,744
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70/?
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98
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Riavvolgere il tempo

Chapter 15: 15 - Il mio meraviglioso compagno di tenda

Chapter Text

Sono riusciti ad abbattere un altro piccolo drappello di orecchie a punta, quello stesso giorno, ma ormai il sole è sceso oltre l’orizzonte e proseguire diventerebbe troppo rischioso. Stanno disponendo il loro piccolo campo per la notte imminente. Kim Cheol è stanco da morire, ma non ha intenzione di tirarsi indietro e sta giusto litigando con la tenda poco collaborativa, mentre Seong Jin Wu allestisce il fuoco.

 

«Posso dirti una cosa e sperare che tu non la prenda per il verso sbagliato?» lo sorprende la domanda del cacciatore Seong. Soprattutto, è abbastanza sbalordito dal fatto che abbia dato inizio a una conversazione senza un chiaro incitamento.

 

Ci pensa un momento, poi fa spallucce. «Ci posso provare» arrischia. Poi sogghigna. «Stai per insultarmi perché sono una frana con la tenda, per caso?»

 

Seong Jin Wu sbuffa una lieve risata e scuote la testa. «No. Anche se mi si stringe un po’ il cuore per conto di quella povera tenda.»

 

«Ah-ah-ah… Molto divertente» borbotta stizzito.

 

«Si tratta della nostra caccia agli elfi dei ghiacci» esordisce.

 

«Oh» soffia piano, deglutendo con nervosismo.

 

«Quando, stamattina, ti ho lasciato credere che tu fossi un intralcio, beh, non era proprio esatto. Grazie alle due battute di caccia di oggi, ho potuto appurare che in realtà rappresenti un ottimo diversivo.»

 

Kim Cheol batte le palpebre, interdetto. «Un… diversivo?» dubita perplesso.

 

Seong Jin Wu annuisce convinto. «Proprio così. La tua presenza attira l’attenzione degli elfi dei ghiacci. E mentre loro sono occupati a cercare di abbatterti, diventa più semplice aggirarli ed eliminarli senza dover sprecare troppo tempo a evitare i loro attacchi.»

 

Kim Cheol lo fissa a lungo a bocca aperta. Non sa esattamente cosa pensare di quel che gli ha appena detto il cacciatore Seong, se non che quell’uomo è l’emblema stesso dello spirito pratico. Si massaggia la nuca, abbastanza imbarazzato. «Non è esattamente questo il mio compito» dubita. «Si suppone che dovrei fare da barriera e apripista, non da esca. O no?»

 

«In realtà, per quel che ho potuto vedere in questi anni, i tanker hanno anche il compito di attirare su di sé l’attenzione dei mostri, per dar modo ai combattenti da mischia e ai tiratori di abbatterli. Quindi, da questo punto di vista, direi che hai fatto un ottimo lavoro.»

 

Boccheggia, confuso più che mai. A Kim Cheol non pare proprio di aver fatto un ottimo lavoro. Eppure il cacciatore Seong ne sembra convinto, e non gli pare sia mai stato propenso a raccontare cazzate gratuite solo per far piacere al prossimo. Quindi, suppone di poter prestare fede alle sue parole.

 

«Beh» borbotta incerto, «immagino che sia una cosa buona, sì?»

 

Quello che sta facendo è sbagliato. Una parte del suo cervello glielo sta urlando a gran voce: sta cercando l’approvazione del cacciatore Seong. È un comportamento patetico, cazzo! Eppure sente di averne bisogno, ora più che mai, perché la sua sicurezza, nel corso di quel raid, è andata assottigliandosi drammaticamente e gli occorre qualche appiglio per poter risalire dal baratro in cui è precipitato. Quell’appiglio lo scorge nel cacciatore Seong, e non riesce a fare a meno di aggrapparcisi con disperazione per tornare a respirare.

 

«Suppongo lo sia» conviene Seong Jin Wu in tono pacato.

 

Certo, non sembra proprio il tipo che concede lodi alla leggera, né che si sofferma a coccolare la gente con discorsi rassicuranti e incoraggianti. È più che altro un cacciatore pratico e senza troppi grilli per la testa. Tuttavia, alla fine, l’approvazione che cercava l’ha comunque ottenuta, in qualche maniera. Una maniera asciutta e con pochi fronzoli, ma comunque…

 

‿︵ʚ◈ɞ︵‿

 

«Seong Jin Wu…» mormora piano.

 

L’interpellato sospira esasperato, come ogni volta in cui Kim Cheol rompe le palle nel cuore della notte.

 

«Non dormi mai?» sibila seccato.

 

«Sì… No… Scusa» balbetta imbarazzato. «È solo che… ho freddo. Volevo chiederti se posso avvicinarmi.»

 

Seong Jin Wu non si spreca a rispondere. Si limita a sbuffare, sollevarlo di peso (lui con tutto il sacco a pelo che lo contiene) e trascinarselo contro.

 

Kim Cheol espira piano, appoggia la fronte al collo tiepido dell’altro e abbozza un minuscolo sorriso. Poi, finalmente, si addormenta soddisfatto.

 

Questo, naturalmente, fino al momento in cui qualcos’altro di ancora più scomodo del freddo lo costringe a risvegliarsi per l’ennesima volta in piena notte. Deglutisce, ansioso e sempre più imbarazzato, mentre l’odore del suo compagno di tenda non migliora per niente il suo problema più urgente. Prova, con cautela e il più silenziosamente possibile, a divincolarsi e allungare una mano. Ma è una vera frana nell’essere furtivo e, fin troppo presto, riesce a svegliare ancora una volta anche Seong Jin Wu, il quale soffia forte dalle narici ed emette un sordo ringhio.

 

«Kim Cheol! Si può sapere che diavolo stai facendo ora?» sbotta, al limite della sopportazione.

 

«Ehm…» tentenna, il viso che si riscalda per la vergogna. «Scusa» pigola colpevole.

 

«Non me ne faccio nulla delle tue cazzo di scuse. Voglio dormire e tu me lo stai impedendo. E adesso mi spieghi il perché» ordina in un sibilo minaccioso che fa pensare a probabili, sgradevoli conseguenze.

 

«Io…» affanna Kim Cheol, non sapendo come spiegarsi. Che accidenti dovrebbe dirgli? Non la verità, di sicuro. Immagina benissimo che non la prenderebbe per niente bene. È solo che lo ha appena sognato, e non era propriamente un sogno casto, e quando si è svegliato era già così disperatamente duro e il suo profumo attorno a loro non ha mitigato per niente quel piccolo, scomodo dettaglio. «Non posso. È troppo imbarazzante» mormora, con il viso che molto presto andrà a fuoco.

 

E riesce quasi a sentirle, le sue sopracciglia nere come l’inchiostro che si inarcano per l’incomprensione. Poi sospira piano. Un momento dopo la zip del sacco a pelo si apre e una mano di Seong Jin Wu scivola nei suoi pantaloni e lo stringe con decisione. Kim Cheol boccheggia impreparato, e poi geme scandalosamente.

 

«D-dio…» balbetta, annaspando già senz’aria.

 

C’è da dire che il cacciatore Seong sarà anche un tipo di poche parole, ma con i fatti non ci va leggero. In effetti è stato sempre e solo Kim Cheol a essere rumoroso e tremendamente vocale, in quei particolari momenti. L’altro, al massimo, si concede qualche basso borbottio e uno o due ringhi. A volte gli piacerebbe trovare il modo di farlo gridare come si deve, ma è sempre fin troppo occupato a perdere la testa, per riuscire a mettere assieme una strategia decente.

 

«J-Jin Wu» ansima, dondolandosi ciecamente contro il suo pugno stretto.

 

La risposta al suo miserabile piagnucolio sono un paio di labbra che lo aggrediscono senza alcuna pietà e le dita sottili della mano libera che quasi gli strappano i capelli sulla nuca.

 

Schiude maggiormente le cosce e tenta di andare incontro ai suoi movimenti bruschi. Allunga le braccia e si aggrappa alla sua schiena. Forse dovrebbe stringerlo a sua volta, giusto per mostrare buona volontà e ricambiare il favore, ma non riesce a pensare lucidamente a sufficienza da mettere in pratica quel pensiero fumoso e vago, riesce solo a singhiozzare e spingersi contro di lui. Viene senza preavviso, con un singhiozzo aspro, tremando appoggiato al suo petto solido, e non trova neppure il tempo di riprendere fiato che già si ritrova ribaltato sulla schiena e con il peso dell’altro addosso e i suoi denti che gli azzannano la spalla sinistra.

 

«J-Jin Wu…» ripete, confuso e affannato.

 

Spalanca gli occhi sul buio della tenda. Le mani di Jin Wu gli stringono con forza i fianchi e la sua erezione gli preme contro lo stomaco.

 

«Nh» soffia scombussolato, mentre la sua eccitazione torna a salire. Non gli succedeva più da quando aveva diciassette anni, di ritornare duro in un lasso di tempo così ridicolo. Quell’uomo è decisamente pericoloso in più di un contesto, diavolo.

 

Districa i piedi dall’impiccio del sacco a pelo e avvolge le gambe attorno alla vita di Jin Wu, sollevandosi dal suolo e sospingendosi sfacciatamente contro di lui. Le possibilità sono due: o è abbastanza sveglio da recepire l’invito non detto, oppure lo prenderà a testate e glielo spiattellerà chiaro e tondo. Non è mai stato una persona con una pazienza infinita e, al momento, la sua riserva è proprio agli sgoccioli.

 

 

Kim Cheol adesso ha l’assoluta certezza che Seong Jin Wu, oltre a essere intelligente, potente e piuttosto bello, è anche maledettamente sveglio. È un po’ un peccato che abbia un carattere così inavvicinabile ma, ora come ora, è proprio l’ultima delle sue preoccupazioni. Anzi, in realtà al momento non ne ha affatto di preoccupazioni. Tutto quello che vuole fare è inarcare maggiormente la schiena e concedere a Jin Wu più spazio possibile, qualunque spazio.

 

Sospira contro la spalla dell’altro. Un brivido di pura lussuria gli strappa un gemito abbastanza indecente. Pensare che si considerava una persona seria… Certo, come no. Infatti prende con tutta la serietà del mondo il suo futuro molto prossimo, e il rantolo che emette ne è la prova tangibile e incontestabile.

 

Due delle lunghe dita di Seong Jin Wu lo stanno frugando e allungando con molto impegno. Kim Cheol limita il suo contributo a mugolare contro il collo dell’altro e a strusciarsi contro il suo cazzo, augurandosi che non se la prenda troppo con comodo, o finirà per venire di nuovo. Non che sia una brutta conclusione, ma, ecco, magari anche meno. Inoltre, in quel modo, sembrerebbe lui l’unico a guadagnarci qualcosa, e non sarebbe troppo simpatico.

 

«Puoi… P-puoi…» balbetta, stringendo il culo attorno alle dita di Jin Wu, perché sembra che le parole giuste non vogliano saperne di uscir fuori.

 

Ma il suo meraviglioso compagno di tenda è estremamente sveglio, e Kim Cheol, davvero, inizia a venerare la sua sovrumana velocità di reazione. Con un piccolo (adorabile) ringhio, fa scivolare fuori le dita e si spinge contro la sua apertura rilassata, curiosamente attento a non essere troppo impaziente. Avrebbe giurato che non si sarebbe minimamente preso la briga di aspettare e lo avrebbe spaccato in due. Oh, beh, non si lamenterà di certo, per questo imprevisto favore.

 

Seong Jin Wu ha il respiro spezzato per la prima volta da quando lo conosce. E, ehi, è tutto merito suo! Festeggerebbe l’evento, ma è un attimo occupato a fare altro. Il suo culo è abbastanza in fiamme, ma ogni volta che Jin Wu si spinge dentro di lui, non ha idea di come ci riesca, si assicura di fargli vendere le stelle strusciandosi con forza contro la sua prostata. Sarà una speciale abilità da cacciatore?

 

Stringe i denti, perché sente che un nuovo orgasmo è ormai fin troppo vicino ma che il suo compagno non è ancora pronto. Non è troppo sicuro di poter attendere a lungo, ma ci sta provando.

 

«C-Cheol…» vibra la voce di Jin Wu accanto al suo orecchio.

 

Kim Cheol sgrana gli occhi. Seong Jin Wu ha appena mormorato il suo nome di battesimo mentre lo sta scopando? Cazzo, cazzo, cazzo. Questo non va… E non ha neppure la possibilità di completare quel pensiero che un grido roco gli graffia la gola ed eiacula rovinosamente contro il ventre di Jin Wu.

 

Il respiro tremolante del suo compagno gli si schianta contro le labbra. Le sue dita gli si conficcano dolorosamente nei fianchi. Un piccolo lamento, un suono che somiglia all’agonia, pervade lo stretto spazio della loro tenda. Kim Cheol si sporge e lo bacia nel momento stesso in cui Jin Wu strizza gli occhi e viene dentro di lui.

 

«Porco cazzo» mormora appena Jin Wu, appoggiando la fronte contro la sua.

 

Kim Cheol sorride, assolutamente beato e decisamente soddisfatto e, piano, gli accarezza i capelli.